Database as a service: il cloud di domani

La maggior parte dei progetti cloud oggi avviati sarà matura entro due anni, ma ancora si deve parlare di database.
Il vero valore di business del cloud sta nelle applicazioni: software, database, e PaaS (Platform-as-a-service) sono oggi i tre elementi più importanti, ma il DbaaS (Database-as-a-Service) è atteso ai primi posti entro due anni.
Il dato emerge da una indagine condotta da Idg Connect su un campione cross-industry di 300 decisori e dirigenti C-level in organizzazioni medio-grandi in Emirati Arabi, Sud Africa, Russia, Regno Unito, Germania e Francia.
Un punto di arrivo, come vedremo più avanti, è che il futuro del private cloud è assicurato: la stragrande maggioranza degli intervistati considerano vari tipi di nuvola, in particolare quella ibrida.
L’adozione del cloud privato non è un processo semplice: richiede cambiamenti interni su tutti i livelli dell’organizzazione. Inoltre altera i rapporti tra dipartimenti, crea nuove funzioni e ne altera altre.
La standardizzazione dell’It è l’elemento più importante in Russia (42%), mentre nel Regno Unito si cerca il supporto di responsabili delle decisioni chiave.
La maggior parte degli intervistati ha scelto la sicurezza dei dati come grave ostacolo per l’adozione di cloud privato (55%) o la sua espansione, mentre forte resta il problema dell’integrazione con le applicazioni esistenti (47%). Tutte le barriere proposte nell’indagine hanno ricevuto risposte significative, con alcune differenze regionali su costi dell’hardware (Russia , 58%), disegno di rete (Emirati, 52%) e competenze (Regno Unito, 53%).

Gli insegnamenti dell’indagine

Le problematiche di business e organizzative rappresentano la parte saliente delle lezioni apprese dall’implementazione di cloud privati. La lezione più importante dell’indagine è sulla gestione del cambiamento IT, ma molti altri punti dell’indagine, come aggiungere valore e comunicare all’interno dello staff, sono risultati di elevata importanza.
Più in dettaglio si è rimarcato che le competenze del personale devono essere aggiornate, il private cloud va definito con precisione, strategia di comunicazione interna ed introduzione graduale delle migliori pratiche.
Parlando di applicazioni, tra i principali tipi di nuvole il principale punto del cloud è il SaaS (32%), ma il DbaaS arriva buon secondo (29%); chiude il terzetto dei leader l’hardware, ovvero il PaaS (26%).

La scelta dei fornitori

La selezione del fornitore per sistemi complessi quali la private cloud saranno sempre un processo lungo e coinvolgente. Sono coinvolti sia hardware sia software, che richiedono un’eccellente integrazione tra sistemi: non sorprende quindi che i fornitori con un track record di successo nell’integrazione in cloud sono in cima alla lista dei partner preferiti.
In particolare, Microsoft controlla un’enorme parte del mercato, grazie alla vasta gamma di software mobili, desktop e data center. Vista anche l’importanza d’integrazione con i sistemi aziendali centrali come Active Directory, l’azienda di Redmond è destinata a rimanere in vetta alla classifica.
Per tutti gli altri vendor, la reputazione dipende dal numero di grandi imprese i cui sistemi ne usano i prodotti.
Oracle è considerato il primo o secondo fornitore negli Emirati Arabi Uniti e Sud Africa, suggerendo che l’azienda non viene più percepita come fornitore monoprodotto.
Microsoft riceve i punteggi migliori sia come fornitore unico, sia come fornitore principale, con IBM, Cisco e Oracle a completare il gruppo dei leader.
Oracle è la seconda più considerata in Sud Africa (41%), e ha ottenuto il punteggio più alto negli Emirati Arabi Uniti come fornitore sia considerato, sia primario.
HP è uno dei principali fornitori considerati dagli intervistati in Russia (52%).
Da segnalare che lo specialista di infrastrutture Nutanix ha ricevuto il terzo punteggio più alto tra fornitori primari in Sud Africa (12%).

La strategia futura

L’adozione del cloud privato non è che il primo passo in un viaggio. Più della metà degli intervistati vede più “nuvola” nel suo futuro, in particolare di tipo ibrido. Se poi si chiede di rispondere con una sola opzione, l’hybrid cloud s’impenna.
Da questo dato possiamo dedurre che per la maggior parte le aziende hanno compreso il concetto di cloud, vedendone vantaggi tecnici e commerciali, comprendendo i singoli benefici della versione privata (58%) e di quella pubblica; sanno anche che la realizzazione di cloud ibride (56%) massimizza i vantaggi di entrambe. Il cloud pubblico ha trovato massimo spazio negli Emirati arabi e nel Regno Unito (62%), seguito dal Sud Africa (51%).
Da segnalare, infine, un beneficio collaterale ma non secondario, visto da quasi la metà dei rispondenti: c’è l’opportunità di commercializzare i propri progetti in cloud (27%).

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