Per l’Industria 4.0 servono infrastrutture cloud integrate

Il cloud rappresenta la tela su cui tessere le strategie e gli investimenti in innovazione tecnologica per sostenere il passaggio alla “Quarta Rivoluzione Industriale”, più comunemente definita Industria 4.0.
Ci crede la maggioranza delle aziende moderne, che vede nell’intelligenza artificiale, nella robotica e nell’automazione le leve in grado di guidare questa transizione, grazie alla crescita della tecnologia cloud.
È quanto si evince da “Cloud: Opening up the Road to Industry 4.0”, ricerca condotta da Oracle a livello EMEA per analizzare da vicino come le aziende stanno gestendo la transizione verso l’Industria 4.0 ed evidenziare le tecnologie scelte dalle imprese per avere successo in un’epoca guidata dai dati.
Condotta coinvolgendo oltre 1.200 decision maker di tecnologia di aziende di grandi e medie dimensioni in Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Paesi del Golfo, Polonia, Regno Unito, Spagna, Sud Africa, Svezia, Svizzera e Turchia, l’indagine ha evidenziato un quadro incoraggiante.
Al suo interno, il 62% delle aziende indagate sta già implementando tecnologia robotica mentre una percentuale di poco inferiore ha rivolto la propria attenzione verso l’intelligenza artificiale.

Il cloud come leva per acquisire vantaggio competitivo

Ma per intraprendere il processo di digitalizzazione c’è bisogno di un’infrastruttura digitale flessibile e scalabile a sostegno del cambiamento.
E se molte imprese hanno ormai compreso che la via dell’innovazione è l’unica strada percorribile per acquisire un reale vantaggio competitivo, solo l’8% dispone di un modello di cloud integrato per la gestione delle applicazioni legacy e di nuove piattaforme, il 36% dichiara che lo implementerà entro la fine di quest’anno e un altro 40% prevede di farlo nel corso del 2017.

L’Italia allineata al resto del mondo

E per una volta tanto lo spaccato italiano non vede il nostro Paese arrancare tra le ultime posizioni.
Convinti che una piattaforma cloud in grado di offrire sia servizi di infrastruttura sia servizi di piattaforma possa consentire di sviluppare rapidamente nuove soluzioni di business, sfruttando le nuove tecnologie digitali come l’intelligenza artificiale, i big data e l’Internet delle Cose, ben il 9% delle aziende interpellate da Oracle nel nostro Paese ha già integrato un modello basato su cloud per gestire applicazioni legacy e nuove piattaforme. Un ulteriore 38% afferma che la implementerà entro fine anno, mentre un ulteriore 35% conta di farlo nel 2017.
E se il cloud è visto come un modello da adottare per riuscire a connettere vecchie e nuove piattaforme, per il 42% degli intervistati italiani una delle attuali sfide da affrontare consiste nella difficoltà di implementare rapidamente applicazioni innovative.
Oltre la metà degli interpellati (62%) denuncia, inoltre, i limiti di un’infrastruttura It troppo rigida quale freno all’innovazione, mentre il 47% deve affrontare difficoltà nel gestire applicazioni che non si parlano e un altro 40% gestire i finanziamenti richiesti dall’investimento.
Poco meno della metà degli intervistati appartenenti al campione italiano ha, infine, dichiarato che i modelli di integrazione delle varie applicazioni e tecnologie di cui dispongono al momento crea inefficienze nell’azienda sia nella tempistica necessaria a introdurre innovazioni, sia nella capacità di sfruttare al meglio funzioni fondamentali per l’industria del futuro come le analytics.

 

 

1 COMMENTO

  1. […] Con attacchi contro tablet e smartphone in costante aumento, non stupisce, infine, che Check Point preveda che, nel 2017, un dipendente su cinque sarà l’autore di un caso di violazione dei dati della propria azienda tramite un malware mobile o un Wi-fi dannoso, entrambi identificati come vettori di attacco altamente efficaci sui dispositivi mobili.Sempre nel 2017, le organizzazioni dovranno, poi, mettere in conto un’ulteriore diffusione degli attacchi informatici dovuti alla crescente convergenza tra le tecnologie informatiche e la tecnologia operativa, che sta rendendo particolarmente vulnerabile gli ambienti SCADA, spesso caratterizzati da sistemi datati, per i quali le patch non disponibili o non vengono utilizzate.Inoltre, dopo il primo blackout causato intenzionalmente da un attacco informatico segnalato a inizio 2016, le infrastrutture critiche, comprese le centrali nucleari, le reti elettriche e quelle per le telecomunicazioni, si confermano altamente vulnerabili a un attacco informatico, sia da parte di terroristi che della criminalità informatica.In ultimo, dal momento che sempre più aziende adottano il cloud, sia pubblico che privato, Check Point si attende anche di vedere un aumento degli attacchi da ransomware diretti verso i datacenter basati sulla nuvola. […]

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