L’innovazione accelera con il cloud

Lo studio Private Cloud Deployment, condotto da IDG Connect per conto di Oracle, rivela elementi di grande interesse nel mutamento della sensibilità verso il cloud in termini di innovazione. Parlando del passaggio al cloud, l’indagine registra un’evoluzione nelle considerazioni sul passaggio al nuovo paradigma e delle relative preoccupazioni.  Lo studio rivela inoltre che entro due anni un’azienda su due (51%) avrà raggiunto la maturità cloud.

Innovazione: il cloud ibrido è sicuro, il privato meno

Per quanto riguarda il cloud ibrido i tradizionali ostacoli, quali le preoccupazioni relative alla sicurezza, non sono più al primo posto, sostituiti da gestione di molteplici architetture e dall’ampiezza di banda.

Nel cloud privato, invece, si continua a considerare la sicurezza il principale fattore critico.

Quale che sia la formula di rinnovamento, privata o ibrida, è il decisore il perno del sistema. Quando si tratta di identificare l’elemento più importante per realizzare infrastrutture cloud private e ibride di successo, infatti, la risposta più frequente data dai manager intervistati è stata “conquistare il supporto dei principali responsabili delle decisioni aziendali”, quindi non solo l’area It. I dati evidenziano che il ruolo dei Cio è più importante che mai. Una versione tabellare dell’indagine è disponibile a questo indirizzo.

Qui di seguito vediamo i principali risultati della ricerca.

Conquistare i decisori per fare innovazione

Il cloud permette una più rapida innovazione in azienda (92% degli interpellati), aiuta a conquistare nuovi clienti (76%) ed è di supporto per la fidelizzazione dei clienti esistenti (73%).

Un’azienda su cinque (19%) ha raggiunto la maturità cloud già oggi, mentre oltre la metà (51%) la raggiungerà entro i prossimi due anni.

Gli intervistati hanno indicato che gli elementi più importanti per implementare con successo il passaggio al cloud ibrido sono: conquistarsi il sostegno delle figure decisionali chiave (29%), ottenere efficienze di costo (25%) e costruire una collaborazione forte con il proprio fornitore (22%).

Più ampie le barriere all’adozione del cloud ibrido, principalmente la gestione di molteplici architetture It (60%), l’ampiezza della banda della rete (57%) e il rapporto con i fornitori It (52%).

Stiamo assistendo a un cambiamento nella percezione di vantaggi e barriere”, ha spiegato Johan Doruiter, Senior Vice President of Systems di Oracle Emea; “la sicurezza dei dati e l’affidabilità, finora viste come svantaggi assoluti, vengono oggi menzionate dalla maggior parte delle aziende tra i principali vantaggi”.  Le preoccupazioni tradizionali sono state sostituite da preoccupazioni di tipo operativo, come la difficoltà di gestire più architetture It e assicurarsi di avere sufficiente banda.

Nel cloud privato la sicurezza è un indicatore del fatto che si stanno trasferendo in cloud i workload aziendali”, ha affermato Bob Johnson, Vice President and Principal Analyst di IDG Connect, “e quindi una preoccupazione”. La differente attenzione nei confronti della sicurezza nell’implementazione di cloud privati e ibridi è comprensibile: le aziende che hanno un mix ibrido di servizi on premise e in cloud pubblico hanno compreso i vantaggi che derivano dall’apertura delle loro infrastrutture a partner e clienti e come risultato si sono aperte in parallelo ad incrementare la forza, la maturità ed il livello di sofisticazione dei sistemi di sicurezza.

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