Trasformazione in cloud: parlano le line of business

Il mix di partecipanti alla tavola rotonda Cloud in Action organizzata in occasione di Oracle Cloud Day 2016 si è rivelato interessante perché, per una volta, si è deciso di dare voce a manager di diversa estrazione. Non solo un dialogo tra addetti ai lavori, i responsabili dei sistemi informativi, ma un’apertura anche a responsabili finanziari, marketing, comunicazione e risorse umane.

Le risposte alle domande del moderatore, Enrico Pagliarini, giornalista di Radio24, così sono risultate più attinenti agli effetti del cloud sul business aziendale, che poi è ciò che interessa di più. Di seguito cosa abbiamo imparato a Cloud in Action di Oracle Cloud Day 2016.

Le dieci considerazioni definitive in calce a Oracle Cloud Day 2016

  1. Alessandro Protasoni, Head of Group Strategy Workforce Planning and Hris di Assicurazioni Generali afferma che la resistenza principale all’adozione del cloud è stata: “La privacy dei dati: una bella sfida vincere la resistenza del personale presente in 50 paesi. Relativamente alla messa in cloud dell’infrastruttura di gestione delle risorse umane”.
  2. Per Giovanni Iacobelli, Hr Information System Manager di Tim, invece: “la migrazione è stata una grande opportunità per ripensare totalmente i processi interni e per incoraggiarci a semplificarli e stabilizzarli”.
  3. Ugo Giorcelli, Chief Financial Officer di Amplifon ha deciso di adottare soluzioni cloud “per agevolare la comunicazione tra i punti vendita (circa 2500 nuove aperture in 5 anni, ndr) cercando di uscire dal concetto legacy. Ci siamo scontrati con l’estrema varietà delle normative in materia di archiviazione dei dati. A oggi, e non parlo dell’Italia ma dell’Australia per esempio, l’adozione del cloud è vincolata ancora alla geografia e per le aziende internazionali è un problema”.
  4. Vincenzo De Lisi, Chief Information Officer di Sirti scalda la platea con un’affermazione poi confermata anche da altri: “tutto bene, ma, dopo aver scelto di cambiare, abbiamo dovuto affrontare un’impennata della spesa operativa (OpEx) non prevista. E, aggiungo, si dovrebbero rendere gli Sla meno vincolanti”.
  5. Nicola Saraceno, Svp Retail Marketing & Crm di Luxottica gestisce, dal suo punto di vista, 7mila punti vendita nel mondo, ha beneficiato della centralizzazione della piattaforma Crm su cloud perché: “ci ha aiutato a riportare le competenze all’interno dell’azienda” e ha fornito nuovi e utili parametri di studio per attività di marketing come l’analisi dei modelli comportamentali.
  6. Giorcelli di Amplifon rincara la dose di De Lisi: “purtroppo non siamo riusciti a cristallizzare i risparmi trovandoci a gestire un aumento del Capex, avrei preferito un’introduzione più graduale della piattaforma cloud e, devo dire, dopo 4 anni non ho ancora registrato i vantaggi che mi aspettavo”.
  7. Angelica Tritzo, Direttore Sistemi Informativi Turbomachinery Solutions Ge Oil & Gas viene in aiuto del cloud, e Ge ci crede a tal punto da essersene costruito uno in casa: “ritengo che si debba procedere a piccoli passi, selezionando delle aree aziendali in cui far partire i pilot, in modo da contenere costi e ottimizzare l’impiego delle risorse”.
  8. Giorcelli di Amplifon sottolinea come gli strumenti messi a disposizione dalle moderne piattaforme cloud abbiano accreditato ulteriormente la divisione It, elevandolo a pilastro per la crescita insieme al Marketing e alle Risorse Umane.
  9. Daniele Lunetta, direttore della comunicazione e prodotti editoriali, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, inoltre, ha tratto beneficio dalla soluzione cloud adottata nella gestione puntuale e in linea con i moderni trend delle campagne di digital marketing, necessarie per avvicinare l’istituzione alle nuove generazioni.
  10. La delega al cloud del motore che assegna le attività sul campo, infine, secondo De Lisi ha permesso di vivere finalmente l’infrastruttura come una vera e propria commodity.

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